martedì 2 ottobre 2012

Incontro di Giovedì 13 Settembre 2012 con Massimo Audisio: "Con un poco di zucchero anche la riforma Fornerò andrà giù"

La riforma Fornero del mercato del lavoro   è il tema sul quale ci ha intrattenuti, giovedì scorso, l’amico Massimo Audisio, avvocato, esperto di Diritto del Lavoro. Ad una platea attenta ha spiegato il pacchetto della riforma e gli interventi elaborati dal Governo in materia di occupazione e di mercato del lavoro.

Contesto
Vediamo cosa c’è dietro al testo della riforma.
Vediamo se essa risponde all’esigenza di incidere efficacemente sul sistema per migliorarlo.
Vediamo qual è il progetto complessivo.
O se ci troviamo di fronte ad un cerotto, un bel cerottone (complementi Dr. Frankenstein, titola un articolo del prof. Franco Carinci).
Crisi generalizzata economica ma forse anche culturale italiana, europea e mondiale.
In Italia in particolare la situazione è caratterizzata da: 
-         burocrazia ossessiva nella presenza ma apatica nell’azione
-         Magistratura smaniosa di onnipotenza ma allergica alla responsabilità
-         scuola paladina di eguaglianza ma riproduttrice di diseguaglianza
-         cultura coltivata dai mass media propagatrice di solidarietà verbale ma esaltatrice di una individualità autosufficiente
-         etica del lavoro celebratrice dell’art. 1 della Costituzione ma dispregiatrice del lavoro intellettuale

Lettera BCE – sollecita l’assunzione di un pacchetto di misure ulteriori fra cui una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione della disoccupazione e un insieme di politiche attive del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende ed i settori più competitivi (sul modello flex security alla danese).
 Berlusconi predispone lettera di chiarimenti che si snoda in 39 punti tra cui la lettera b prevede “l’efficientamento ???  del mercato del lavoro” che prevede misure aggiuntive cadenzate sul 2011 e sul maggio 2012 tra cui:
(2011) interventi volti a favorire l’occupazione giovanile e femminile:
a)      contratto di apprendistato
b)      rapporti di lavoro a tempo parziale e contratti di inserimento
c)      rivisitazione del credito d’imposta

(maggio 2012)
a)      nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici
b)      più stringenti condizioni nell’uso dei contratti parasubordinati

Berlusconi è politicamente troppo debole cede il passo.
Monti/Fornero riprendono quello stesso progetto con l’aggravante costituita da:
-         l’assenza di “un’anima politica” del Ministro e del Governo: con conseguente mancanza di visione di insieme e mancanza di prospettiva
-         l’assenza di una competenza tecnica specifica del Ministro

Ciò nonostante i primi passi del Governo sono stati:
la riforma delle pensioni
il problema degli esodati
la riforma del mercato del lavoro

Il contesto sociale ed il modello di giustizia sociale italiano
Il modello di giustizia sociale non ha unito  il popolo ma lo ha diviso.
Già Pasolini aveva ripreso le parole di Balzac dei primi dell’Ottocento secondo cui era in essere un vero e proprio mutamento antropologico e secondo cui lo scopo della vita (come si legge anche nella Costituzione degli U.S.A.) è la felicità terrena identificata con il maggior godimento possibile di beni e di esperienza.
In altre parole già allora si prevedeva quell’edonismo consumista che si è poi pesantemente radicato e nel quale si sostanzia la nostra vita sociale.
Questo presuppone però il reperimento dei mezzi per la sua soddisfazione attraverso una competizione feroce tra i più forti e l’avanzamento di pretese sempre più illimitate dei più deboli verso lo stato sociale (superate ormai da tempo le lotte per la tutela dei diritti minimi dei lavoratori).
Sul piano del rapporto di lavoro si verifica questo schema:
-         conflitto collettivo in sede politica e sindacale
-         previsione di norme inderogabili spesso a precetto generico
-         controversie individuali
-         intervento della Magistratura rispetto al quale si potrebbe così parafrasare il poeta: “Lasciate ogni speranza di certezza voi che entrate”

gli effetti sono stati:
-         una disciplina oppressivamente uniforme
-         una intollerabile incertezza del mercato del lavoro
-         una diffusa disaffezione verso il lavoro

Linee guida della riforma
Il fine dichiarato del testo Fornero è:
“disporre misure e interventi intesi a realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, in quantità e qualità, alla crescita sociale ed economica ed alla riduzione del tasso di disoccupazione”.
Come?

Favorendo:
a)      l’instaurazione di rapporti di lavoro più stabili e ribadendo la natura dominante del lavoro subordinato e tempo indeterminato in contrasto con l’art. 4 e 35 della Costituzione (dunque no alle forme più flessibili ed a tempo determinato)
b)      valorizzando l’apprendistato come modalità prevalente di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro (dunque no ad altre forme di collaborazione quali vouchers, lavoro a chiamata o intermittente, collaborazioni, etc.)
c)      contrastando l’uso strumentale della flessibilità nelle varie tipologie contrattuali e adeguando alle esigenze del mutato contesto la disciplina del licenziamento, prevedendo anche un procedimento giudiziario specifico ed accelerato (ci mancava solo un nuovo processo dedicato solo ai licenziamenti)
d)      rivisitando gli ammortizzatori sociali e rinforzando le politiche attive di ricollocamento (di questo parleremo però tra qualche anno con le normative che immagino verranno modificate da qui al 2016)
e)      contrastando usi elusivi di obblighi contributivi e fiscali di istituti contrattuali in essere (benissimo, ma come? Inasprendo solo il carico fiscale? Inverosimile)

Alcuni spunti su qualche novità di maggior rilievo

Contratto a tempo determinato
Disciplina più gravosa ed onerosa.
È vero che si può fare uso del contratto a tempo determinato per un periodo inziale di non più di 12 mesi anche in assenza di una giustificazione causale, ma questo contratto non può essere prorogato.
È previsto un incremento del costo dell’istituto con un contributo addizionale pari all’1,4% a carico del datore di lavoro.
Elevati gli intervalli tra i singoli contratti a termine (da 10 a 60 giorni per i contratti sino a 6 mesi, da 20 a 90 giorni per i contratti di durata superiore).
Il termine di contestazione del contratto a termine è stato elevato da 60 a 120 giorni.

Contratto di inserimento
Per i lavoratori oltre i 50 anni disoccupati da oltre 12 mesi
Per le donne di qualsiasi età anch’esse disoccupate
L’incentivo consiste nella riduzione per 12 mesi dei contributi
È possibile assumere con contratto di inserimento sino al 31.12.2012
(Non è un Paese per giovani maschi).

Apprendistato
Durata minima estesa a 6 mesi

Lavoro intermittente (a chiamata)
Il limite originario era sino a 25 anni e dopo i 45 anni, ora il limite è rivisto sino al 24mo anno ed oltre il 55mo anno.
Eliminate anche le ipotesi di lavoro intermittente in particolari periodi dell’anno. Introdotto l’onere di comunicazione alla DTL da inviare prima dell’inizio della prestazione.

Lavoro a progetto
L’identificazione del progetto è resa più stringente e se non convincente porta alla presunzione di natura subordinata del rapporto di lavoro.
Limitata la facoltà di recesso prima della scadenza del termine, solo per il caso in cui siano emersi oggettivi profili di inidoneità professionale tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto.

Licenziamento
La famosa tematica della presunta eliminazione della reintegra.
Per quanto riguarda i licenziamenti individuali, la riforma non modifica il regime delle causali che possono giustificare il licenziamento (giusta causa o giustificato motivo, soggettivo o oggettivo), che rimangono quelli noti, ma modifica soltanto il regime degli effetti che conseguono ad un licenziamento illegittimo.
Nulla cambia anche per quanto riguarda i requisiti dimensionali necessari per l'applicazione dell'art. 18 della legge n. 300/1970.

Mentre prima della riforma l'effetto del licenziamento illegittimo era, sempre e soltanto, la reintegrazione nel posto di lavoro, con il riconoscimento di tutte le retribuzioni e la contribuzione dovuta per i periodi ante reintegrazione, ora vi sono quattro diversi tipi di conseguenze che si applicano ad almeno dieci diverse fattispecie.
I quattro diversi tipi di conseguenze sono:

a.       Regime della reintegrazione "pieno", analoga all'attuale: reintegrazione; risarcimento "integrale" dei periodi pregressi dedotto il ed. aliunde perceptum7; opzione per le 15 mensilità;
b.       Regime della reintegrazione "attenuato": reintegrazione; limitazione a non più di 12 mensilità di retribuzione quale risarcimento per i periodi pregressi, dedotto aliunde perceptum nonché aliunde percipiendum8, ma con versamento dell'intera contribuzione spettante tra il momento del recesso e quello della effettiva reintegrazione; opzione per le 15 mensilità;
c.       Regime risarcitorio "pieno": indennità risarcitoria onnicomprensiva da 12 a 24 mensilità;
d.       Regime risarcitorio "attenuato": indennità risarcitoria onnicomprensiva da 6 a 12.

Il regime della reintegrazione piena (A) si applica:
1)      nel caso di licenziamento "discriminatorio" a vario titolo (ad es.. per cause di maternità, matrimonio ovvero licenziamento nullo tra cui quello per motivo illecito ovvero licenziamento orale);
2)      nel caso di licenziamento collettivo, ove il licenziamento sia privo di forma scritta;

Il regime della reintegrazione attenuato (B) si applica:
1)      nel caso di giustificato motivo soggettivo o di giusta causa per insussistenza del fatto contestato;
2)      perché il fatto rientra tra condotte che nel ceni sono punite con sanzioni conservative;
3)      nel caso di licenziamento intimato illegittimamente per ragioni di inidoneità fisica o psichica, in violazione della legge sui disabili, in violazione della disciplina del comporto per malattia;
4)      nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nel caso di "manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento";
5)      nei licenziamenti collettivi, nel caso di violazione di applicazione dei criteri di scelta.

Il regime risarcitorio pieno (C) si applica:
1)      nella giusta causa o nel giustificato motivo soggettivo o oggettivo che non rientri nelle precedenti ipotesi;
2)      nei licenziamenti collettivi, per vizi procedurali.

Il regime risarcitorio attenuato (D) si applica:
1)      nel caso di licenziamento privo di motivazione scritta (in tal caso su domanda del lavoratore, il giudice dovrà accertare se c'è un mero vizio di forma o una vera e propria mancanza di motivazione. In quest'ultimo caso si applicano i regimi sanzionatori più rigorosi, a seconda dei casi menzionati),
2)      nel caso di violazioni formali nei procedimenti che precedono il licenziamento.

Il sistema delineato dalla riforma presenta inoltre due norme che potremmo definire "di chiusura" e che hanno una finalità di carattere "anti-elusivo":
a)      in caso di licenziamento affetto da un "vizio di forma" (ivi inclusa l'assenza di motivazione scritta), per il quale trova applicazione il regime di cui alla lettera D, il giudice, su domanda del lavoratore, può accertare l'eventuale ulteriore difetto "sostanziale" di giustificazione del licenziamento. In tal caso, potrà trovare applicazione il diverso regime previsto per quest'ultima più grave violazione (regimi di cui alle lettere A, B e C).
b)      per il licenziamenti intimati per giustificato motivo oggettivo, sempre su domanda del lavoratore, il giudice potrà poi applicare il diverso regime di tutela previsto per i licenziamenti discriminatori o disciplinari laddove ne sussistano gli estremi.

Procedura per il licenziamento
Obbligo di comunicazione preventiva alla DTL ed in copia al lavoratore per l’azienda con più di 15 dipendenti.
Tentativo di conciliazione: se giustificato motivo oggettivo confermato, licenziamento efficace ab origine.

Rito speciale per le controversie in materia di licenziamenti
Giudici terrorizzati dal nuovo carico di lavoro
È un rito teoricamente semplificato

Due fasi distinte:
prima fase - volta ad assicurare una tutela urgente del lavoratore – si conclude con una decisione di accoglimento o meno della domanda
seconda fase – opposizione alla prima decisione da proporsi tramite ricorso e riprende la struttura ordinaria del giudizio di merito

Dimissioni
Devono essere confermate per iscritto, se no possibile contestazione entro 7 giorni dalla comunicazione al centro per l’impiego
Stesso criterio anche per le risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro anche se formalizzate  in un verbale steso e sottoscritto in sede sindacale.

Una serie di interventi e di domande dei soci hanno concluso l’interessante relazione.
                                                                                   
                                                                         A cura di Massimo Audisio 
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Incontro di Giovedì 12 Luglio 2012: "Conviviale fuori porta presso ANTICA TRATTORIA MORIVIONE

Anche quest’anno la cena conviviale che precede le vacanze estive si è svolta in un clima informale ed amichevole.

Ci siamo ritrovati in un locale originale di gusto tipicamente milanese: la “Antica Trattoria Morivione” in via dei Fontanili 2.

Il nostro preziosissimo segretario Fabio Toldo ha immediatamente individuato un interessante articolo sul quartiere di Morivione e sulla via dei Fontanili che trovate allegato qui di seguito.

Ottimo il menu, tradizionale da un lato, ma innovativo e gustoso dall’altro, composto da piatti tipici (tra cui spiccava il raffinato risotto alla milanese giustamente premiato) e da portate inconsuete come il sorbetto di pomodoro e la pasta cacio pepe e menta.

I canti ed i racconti in dialetto milanese propostici da uno degli ultimi cantastorie dialettali hanno fatto da sottofondo alla serata strappando a tutti i presenti molte risate ed altrettanti applausi.

Con un goccio di grappa offerta sull’uscio ci siamo salutati e scambiati gli auguri per un buon periodo di riposo estivo.

                                                                                                   A cura di Massimo Audisio

Incontro di Giovedì 5 Luglio 2012 con il Presidente: "Presentazione Programma"

IL PRESIDENTE PRESENTA IL SUO PROGRAMMA

Il Presidente Aldo Bottini ha esposto in un lungo e sentito discorso rivolto ai Soci il suo programma per l’anno di presidenza che lo attende.
Il concetto da cui il Presidente ha preso le mosse si può così sintetizzare:
ogni Presidente non ha un “suo programma” ma porta avanti per un anno il “programma della associazione” nel nostro caso il programma del club.
Sono stati confermati per il prossimo anno i seguenti contributi:

-  Laboratorio dei Guariti
-  Biblioteca Ambrosiana
-  Borse di Studio
-  CAM
-  Special Olympics
-  Ryla

Tutti questi services rimarranno in vigore.
Per quanto riguarda l’ambulatorio dei guariti sarà però necessario che lo stesso ci faccia comprendere il suo interesse al nostro impegno futuro; diversamente dovremmo svolgere qualche riflessione sulla opportunità di proseguire quel service. Il motto del Presidente per quest’anno sarà:

“ Le Associazioni attraversano le Epoche ”

Ci chiediamo tutti come è possibile ciò, come è possibile che le associazioni attraversino le epoche, gli eventi, i regimi, le guerre, i movimenti.
Qual è la causa della continuità? La risposta sta nella forza delle associazioni così come del Rotary, nel fatto che le associazioni sono un crogiuolo di responsabilità, sono uno spazio di incontro disinteressato: ecco perché esse resistono nel tempo. Ecco perché resistono in Nazioni e regimi diversi.
Il programma per questo prossimo anno sarà quindi quello di rafforzare questi aspetti, riflettendo sugli interessi sia delle singole persone che gravitano intorno alle associazioni sia del mondo intero che gravita intorno ad esse.
Riflettiamo su quello che ci circonda. Anzitutto riflettiamo sulla nostra città.
Al tavolo delle riflessioni portiamo la realtà del nostro territorio per rivedere gli eventi in una logica rotariana: cioè con la lente di ingrandimento della moderazione.
Ciò consentirà di riacquistare visibilità. La visibilità che interessa al Rotary è la visibilità disinteressata ed indipendente dalla effettiva capacità di sapere concretamente svolgere alcune attività.
L’esempio emblematico è l’ambulatorio dei guariti.
Occorre diventare non solo il veicolo di un servizio ma il terminale di informazione. Occorre lavorare su quello che ci sta intorno ed acquisire rilevanza e non importanza ma occorre altresì lavorare sulla massa critica: non ha valore qui la logica dell’acquisizione poiché la massa critica va raggiunta diversamente.
Il progetto del presidente sarà dunque quello di coinvolgere altri Clubs ma in modo programmato. Per far ciò egli chiede aiuto al Direttivo così come a tutti i Soci.
Il suo programma è quello di arrivare a contare 15 club a Milano di 150 soci l’uno  non di arrivare ad avere molti club con molti soci. Solo così saremo più visibili perché incisivi.
L’immagine in prima pagina non è mai stata né mai sarà l’oggetto del desiderio del nostro Club.
Il Presidente ha quindi apertamente dichiarato la sua passione per il mondo associativo, per la capacità di relazionarsi indipendentemente dal proprio credo.
Egli continuerà a mettere la propria passione al servizio del Club ed ei suoi ideali. E spera di riuscire a trasmettere questa stessa passione all’interno ed all’esterno del club attraverso l’intervento, l’azione e l’aiuto di tutti i soci presenti e non. Si da all’associazione anche semplicemente partecipando.

Le cariche di quest’anno saranno le seguenti:

                               -  Massimo AUDISIO                           Responsabile per il bollettino
                               -  Roberto VARDANEGA                      Past President
                               -  Stefano VIGANO’                             Consigliere Tesoriere
                               -  Fabio TOLDO                                   Consigliere Segretario
                               -  Pietro MORI                                     Consigliere Prefetto
                               -  Andrea CEREA                                Responsabile per la Rotary Foundation
                               -  Renzo MAGOSSO                           Responsabile per la comunicazione

Membri del Direttivo

                               -  Pietro BEMBO
                               -  Giovanni BOTTINI
                               -  Alessandro DE CICCO
                               -  Mario IEZZI
                         -  Ilaria LI VIGNI

Il Presidente intende inoltre inserire e sviluppare il concetto dell’informazione. Dobbiamo informarci ed informare su quello che facciamo e sui contenuti di quello che facciamo: il Rotary è anche questo.
Dopo un interessante dibattito sviluppatosi sui temi posti sul tavolo dal nuovo Presidente si è giunti al suono finale della campana.
                                                                           A cura di Massimo Audisio
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Incontro di Giovedì 28 Giugno 2012 con il Presidente Aldo Bottini: “Quattro chiacchiere fra noi”

La conviviale di giovedì scorso, “Quattro chiacchiere fra noi” , presieduta da Aldo Bottini, è stata l’occasione per il neo presidente di esporre alcuni pensieri “a ruota libera”, in attesa della presentazione del suo programma che avverrà giovedì prossimo.

Ha ribadito che, a suo giudizio, i club non debbono essere aumentati, in termini di effettivo, solo numericamente, come vorrebbero le indicazioni distrettuali, ma il Rotary deve imparare ad unire e rafforzare le sinergie già esistenti.

Le “eccellenze” le abbiamo, valorizziamole e cerchiamo di perseguire fini e scopi comuni, ha detto.

“La troppa frammentazione dei club e, spesso la poca concretezza nelle azioni non aiutano certo lo spirito di servizio e conseguentemente la realizzazione dei service, per la riuscita dei quali è invece necessario essere uniti”.

Perplessità sul progetto distrettuale Aquaplus sono state infine espresse dal Presidente e condivise da alcuni soci.

Il tocco della campana ha  concluso  la conviviale.

                                                                                 A cura di Fabio Toldo



Incontro del 21 Giugno 2012 : “Passaggio delle consegne Vardanega / Bottini A. e Celebrazione del 45° anno di Fondazione del Club”

Dal particolare osservatorio del ristorante Skyline, che ha offerto una vista di Milano inconsueta ed unica, si è tenuta una cena conviviale del tutto particolare e speciale nel suo genere.
È stato festeggiato il 45º anniversario di fondazione del nostro Club e, contemporaneamente, si è svolta la cerimonia di passaggio delle consegne tra il Presidente uscente Roberto Vardanega ed il Presidente entrante Aldo Bottini.
Il Presidente Vardanega ha innanzitutto rivolto un pensiero ai soci scomparsi nel corso di questo anno, la cui perdita ha significativamente colpito il nostro Club.
È stato quindi nominato un nuovo socio: il professor Piergiorgio Danelli, personaggio di spicco nel mondo medico e scientifico – è direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia dell’ospedale Sacco -  e consorte della già nostra socia Laila Cortese.
Tra i vari amici, hanno anche partecipato all'incontro, quali ospiti del club, Mons.Gianantonio Borgonovo, la D.ssa Michela Sciannelli incoming del RC Milano Settimo, la d.ssa Patrizia Rosnati moglie del nostro socio Marco prematuramente scomparso e la nostra simpatica Emanuela Tomat del Rotaract Milano insieme al suo fidanzato oltre ovviamente ai nostri soci onorari, Magda Antonioli, Mons. Fumagalli e i sempre benvenuti amici tedeschi Immo e Marlies Bennewitz e Martin e Cornelia Schmitt.
Il Presidente ha quindi ricordato i momenti salienti dell'anno appena trascorso. In particolare ha fornito alcune indicazioni circa l'attuazione e lo sviluppo dei due progetti su cui si è focalizzata l'attenzione del Club.
Anzitutto il progetto costituito dal sostegno dell'Ambulatorio dei Guariti della fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma.
Con questo progetto il Club ha inteso sostenere la preparazione e la realizzazione di un ambulatorio dei guariti nell'ambito del day-hospital di ematologia pediatrica dell'azienda ospedaliera San Gerardo di Monza.
Lo spirito di assistenza, di ricerca e di attenzione verso i malati, in particolare i bambini e gli adolescenti e le loro famiglie, ha consentito di raggiungere in breve tempo ottimi risultati verso l'obiettivo che il Presidente ed il Club tutto si era proposto.
Con il sostegno del Rotary Club Norimberga, nonché personale di alcuni soci il nostro Club ha potuto devolvere all'ambulatorio un importo significativo.
Il secondo progetto su cui il Presidente ha richiamato l'attenzione dei soci è stata la digitalizzazione dei manoscritti conservati presso la biblioteca Ambrosiana di Milano.
Nel più ampio progetto destinato a creare una biblioteca virtuale che ricomprenda i manoscritti custoditi presso quella biblioteca, il nostro Club ha sostenuto la digitalizzazione del Libro degli animali, manoscritto realizzato nel periodo mamalucco.
Il libro ricomprende 32 miniature di squisita fattura con il testo di Al Gahiz.
Si tratta di un'enciclopedia di aneddoti, descrizioni poetiche e proverbi che illustrano più di 350 varietà di animali: un'opera unica dunque.
Monsignor Gianantonio Borgonovo è intervenuto illustrando il progetto nel suo complesso e ringraziando il nostro Club per il supporto offerto.
Sono quindi state conferite le seguenti Paul Harris:
Anzitutto la prima onorificenza è stata conferita a Laura Bellodi, Immediate Past President per l'impegno e lo spirito di servizio profuso nella realizzazione del proprio programma.
Inoltre sono state conferite tre Paul Harris ai soci Immo Bennewitz, Martin Schmitt ed al Rotary Club Norimberga per il supporto dagli stessi fornito alla realizzazione del progetto “Tornare a vivere”.
Il Presidente ha quindi ringraziato tutti i soci ed il Club per lo spirito di collaborazione profuso nell'anno.
In particolare ha quindi ringraziato la segretaria Patrizia Gasparini, i componenti del Consiglio Direttivo, il Segretario Fabio Toldo, il Tesoriere Stefano Viganò, il Prefetto Pietro Mori, Massimo Audisio per l'attività svolta con il Rotaract, Stefano Riela per la realizzazione del sito Web, Mario Ragazzini per i consigli che ha fornito offrendo al Direttivo ed al Club la sua esperienza e lungimiranza, Aldo Bottini per la cura prestata nella redazione del bollettino, Maria Teresa Vardanega per il supporto e l'aiuto prestato, Ilaria Li Vigni per la disponibilità offerta all’acquisizione di nuovi relatori, Paolo Ghirardi per l'accoglienza dimostrata al Consiglio, consentendo così sia di consolidare uno spirito di fraterna amicizia e sia di risparmiare fondi e destinarli ai servizi, Alessandro De Cicco per il contributo dato alla realizzazione del progetto “Tornare a vivere”, Giovanni Bottini per i progetti suggeriti e per i consigli che ha offerto, i vari soci relatori Dell’Acqua, Magosso, Pizzoni, Mariani e Tumietto.
Un ringraziamento particolare anche a Omar Liberati per la revisione e l'integrazione del “Libretto dei Presidenti”.
Ultimata la sua relazione il Presidente uscente Roberto Vardanega ha effettuato il passaggio delle consegne a favore del nuovo Presidente Aldo Bottini.
L'intero Club ha ringraziato Roberto Vardanega per la sua attività il suo impegno e la sua carica umana con un lungo e sentito applauso.

Aldo Bottini ha quindi preso la parola fornendo alcune prime indicazioni rispetto al suo programma.
Ha così chiarito che è sua intenzione rispettare il programma pluriennale che il Club si era prefissato.
In tal senso, seppure secondo le modalità che verranno determinate prossimamente, i progetti iniziati nel corso dell'anno appena passato verranno mantenuti ed ulteriormente implementati.
In secondo luogo ha poi comunicato che è sua intenzione incentrare l'attenzione e l'attività del Club sulla nostra città di Milano, che è stata in questi ultimi anni parzialmente abbandonata a se stessa.
Al termine del suo discorso il nuovo Presidente ha ricevuto un forte applauso di benvenuto e di incoraggiamento per la nuova avventura che lo attende.
                                                                                                                                            A cura di Massimo Audisio


Incontro del 14 Giugno 2012 con Massimo Gozzi e Cesare Pellegrini: "Rilancio della navigazione del lago di Como"

Il primo relatore a intrattenerci sul tema del rilancio della navigazione sul Lago di Como è stato l’Ing Massimo Gozzi in qualità di Presidente in carica dell’Associazione Navilariane.

Navilariane è una associazione culturale che ha per oggetto gli aspetti storici del patrimonio nautico del Lago di Como.
Il suo obiettivo è lo studio, la conservazione e la valorizzazione di tale patrimonio, inserito nel contesto della storia, del paesaggio e degli insediamenti presenti.
Si rivolge a studiosi, promuovendo ricerche storiche, archeologiche, architettoniche sulle imbarcazioni e le infrastrutture a terra; a studenti, illustrando nel loro contesto storico le caratteristiche delle imbarcazioni tradizionali da trasporto, da pesca e da diporto, a vela, remi e a motore; a turisti e villeggianti, conducendoli, attraverso la navigazione, alla scoperta delle tradizioni e del paesaggio lariano e a tutti coloro che sono interessati a mantenere viva la memoria della vasta tradizione nautica lariana, in rapporto alla storia locale.
Opera attraverso la promozione di iniziative di ricognizione, studio, censimento e catalogazione del patrimonio culturale legato alla storia della navigazione lacustre e relative infrastrutture a terra, la formulazione di pareri tecnico-scientifici e la collaborazione, con soggetti pubblici o privati, alla stesura di progetti di restauro, ricostruzione, ristrutturazione, la didattica (incontri nelle scuole, laboratori, visite e crociere guidate), l'attivazione di iniziative volte alla sensibilizzazione e alla diffusione della cultura legata alla storia della navigazione sul lago di Como (mostre, conferenze, pubblicazioni).

Il Piroscafo plinio
Il Plinio costituì una delle unità di punta per la Società Lariana di Navigazione nei primi decenni del secolo Ventesimo, simbolo di prestigio e di avanguardia tecnologica. Passa indenne dalle incursioni aeree subite dalla flotta sul finire della seconda guerra mondiale. Successivamente agli eventi bellici, nel 1948, vengono effettuati lavori per migliorarne l’economicità di esercizio.
Rilevato dalla Gestione Governativa nel 1952, rimane in servizio per circa dieci anni. Nel frattempo, nel 1955, con un certo ritardo rispetto ad altri piroscafi, una trasformazione delle caldaie consente di sostituire il carbone, combustibile originario, con la nafta. Resta in servizio attivo sino al 1962 quando, con l’approssimarsi della scadenza del certificato di navigazione, viene posto in disarmo nel 1963.
Nel 1973 l’Ente Navigazione ne decreta la vendita: il piroscafo viene acquistato dal Centro Nautico Alto Lario di Colico ed ormeggiato al nuovo porto, con funzione di frangiflutti. Successivamente viene adibito a ristorante.
Nel 1998 il porto di Colico viene rimodernato interamente e il Plinio viene riallocato a Verceia, sul lago di Mezzola.

Bene culturale tutelato
Quanto sopra, e su iniziativa di Navilariane, ha portato alla emanazione del decreto di Interesse Storico per il Piroscafo Plinio, che lo definisce di “particolare importanza” e lo tutela nell’ambito della legge 42 del 2004, meglio nota come Codice dei Beni Culturali. Le motivazioni che hanno portato a questo importante riconoscimento sono così sintetizzabili:
  • Reperto unico rimasto di una generazione di piroscafi che tra fine ottocento e Novecento hanno segnato la massima evoluzione di questo tipo di imbarcazioni. Esemplari analoghi come il “Milano” (1904, modificato radicalmente con l’adozione di un’elica al posto delle pale) e il Patria (1926, realizzato in modo non altrettanto raffinato e comunque quando l’epoca delle ruote a pale era già terminata) sono attualmente oggetto di mantenimento accurato.
  • Si tratta dell’unico scafo di produzione Escher Wyss & Cie ancora esistente sul Lario, ultimo di una lunga serie di produzione della Ditta svizzera.
  • Il Plinio ha raggiunto la più elevata velocità mai ottenuta da un battello a vapore sul Lario.
  • Progetto d’avanguardia e di grande pregio tecnologico in particolare per lo scafo, pertanto la attuale mancanza della motrice a vapore nulla toglie al valore del reperto come attualmente si presenta.
  • E’ tuttora il simbolo della migliore tradizione nautica del lago di Como, costituendo, dopo adeguata riqualificazione, oggetto di grande interesse per i visitatori del lago.
  • L’attuale stato non è da considerare particolarmente critico, nonostante le apparenze: esistono molti casi di imbarcazione recuperate integralmente a partire da condizioni assai peggiori.
Stato attuale
Seppure giacente nel fondale presso il comune di Verceia, il piroscafo può essere recuperato e sottoposto a interventi di recupero. La finalità di tali interventi riguarda sia l’integrità del bene in quanto tale, sia il consentirne in futuro interventi radicali di sistemazione, (altrimenti sempre più complessi ed onerosi da realizzare stante lo stato di progressivo degrado).

Progetti di riqualificazione
La riqualificazione del piroscafo implica una destinazione d’ uso compatibile con lo stato del bene e le necessità del territorio. La mancanza dell’apparato motore e modifiche alla parte strutturale non consentono la navigabilità autonoma del Piroscafo. Impieghi futuri possono essere ipotizzati in condizioni di staticità seppure galleggiante (battello in ormeggio permanente o temporaneamente trasferibile attraverso traino) o allocazione in secca su terreno idoneamente preparato. In entrambe i casi la sistemazione dei cospicui volumi interni dovrebbe consentire l’utilizzo corrispondente alle seguenti destinazioni, anche coesistenti:
  • museo di se stesso e della navigazione lariana, con annesso luogo di ristoro;
  • centro documentazione della navigazione lacuale dei laghi lombardi;
  • centro studi  per la navigazione a basso impatto ambientale (collegato con enti universitari o aziende del settore nautico). 
E poi intervenuto il Prof. Cesare Pellegrini che ha presentato, nell’ambito dell’iniziativa volta a rilanciare la navigazione sul Lago di Como,  una nuova  “filosofia” che  risiede nello sviluppo di una nautica adeguata  alla storia e alla fama della grande tradizione  lariana.
Si punta, lasciando alle spalle ogni nostalgia, a reinventare un “nuovo patrimonio” di tipi di imbarcazione, con un atteggiamento vitale,  per coinvolgere così i giovani che intorno al lago abitano. Lo scopo è pertanto quello di dare opportunità di apprendistato ai giovani, in un settore dove i professionisti vengono ricercati, sulla base di una “cultura” peculiare del territorio lariano.

Temi e aree di intervento
In concreto, le attività sono le seguenti:
        -  l’autocostruzione,  facilitata grandemente da nuove tecniche costruttive;
        -  le specificità del lago di Como, per forma geografica e differenze nel regime dei venti;
        -  lo sviluppo di nuovi tipi di imbarcazione specialmente capaci di  riconciliare remi e  vela;
        -  la promozione di una produzione cantieristica  conseguente;
        -  la formazione di capacità e imprenditoriali professionali tra i giovani, avvicinandoli al lago;
        -  nuovi ruoli per i Comuni rivieraschi per attivare una navigazione basata sul godimento del paesaggio e decisamente ecocompatibile.  

Cosa realizzare
Quanto sopra è realizzabile attraverso l’istituzione di scuole e di luoghi di lavoro (laboratori) per apprendisti costruttori di barche preferibilmente nell’ambito di un programma estivo.
La costruzione “assistita” richiede infatti  un luogo fisico dove organizzare al meglio la costruzione in gruppo almeno di  4/5 barche alla volta, anche per ammortizzare i costi dell’assistenza. Le fabbriche dismesse si presterebbero perfettamente a divenire luoghi idonei.
Occorrerebbe poi prevedere la logistica relativa pasti, pernottamenti e quant’altro.
Al termine  ognuno si porterebbe a casa la barca, alla fine del seminario fatto, in realtà, per imparare ad usare le mani “con la testa”.
I temi trattati hanno coinvolto i soci presenti che, al termine, hanno posto numerosi quesiti ai due relatori tenuto anche conto dell’ampia partecipazione di Rotariani appassionati di vela presenti alla Conviviale

                                                                                                              A cura di Stefano Viganò