giovedì 3 ottobre 2013
Incontro di Giovedì 26 Settembre 2013 con Mons.Pier Francesco Fumagalli e la Prof.ssa Caterina Foppa Pedretti: "Terra Santa 2013: fede e cultura"
Il Presidente, introducendo brevemente l’argomento della serata, ha preannunciato la messa a punto di un programma di viaggio della durata di una settimana in Israele, nella seconda metà di febbraio 2014, i cui dettagli a breve verranno comunicati coinvolgendo anche altri Club.
La Professoressa Caterina Foppa Pedretti, dell’Università di Verona, ha esposto il tema della serata, toccando alcuni punti che tratta più diffusamente nella Nota qui allegata.
Il tema centrale è stato quello della sfida del Dialogo tra culture e religioni – ebraica, cristiana, musulmana – un dialogo che è fatto di apertura all’altro, per un confronto sia ecumenico intracristiano, sia interreligioso tra fedi di radici abramitiche, sia interculturale e civile in Israele, stato democratico e contemporaneamente ebraico.
Questo tema è stato oggetto di studi, di pubblicazioni e viaggi in Israele, curati dalla Professoressa (vedi: Per una cultura di pace in Terra Santa, a c. di C. Foppa Pedretti, Edizioni Terra Santa, Milano, 2010), che ha presentato le principali problematiche presenti nell’area: la necessità della ricerca di armonia tra potere civile, religiosità, diritti delle minoranze, e il ruolo dei cristiani – sia arabi sia in piccolo numero israeliani di origini ebraiche – nel confronto con la società israeliana ebraica maggioritaria.
Considerando il valore delle iniziative formative di scuole cristiane attive e stimate nel mondo arabo, è possibile lavorare a un progetto educativo condiviso, anche se le istituzioni palestinesi sono fragili, rispetto alla solidità di quelle civili israeliane. In questo contesto complesso, i cristiani di Terra Santa possono svolgere un prezioso ruolo di ponte tra culture e religioni diverse.
Rispondendo alle numerose domande, l’esperta ha suggerito di partire dall’esperienza di base di relazioni umane concrete, fondamentali nel dialogo tra persone, per passare dal particolare all’universale di collaborazione su valori condivisi come la bioetica, l’ecologia, la giustizia e la pace, per “prendersi cura del mondo” insieme, ebrei, cristiani e musulmani, israeliani e laici di diversa provenienza, recando l’esempio di incontri con appartenenti all’associazione Parents Circle Family Forum (http://www.theparentscircle.com/) di vittime del terrorismo.
Riguardo in particolare ai Luoghi Santi, in genere ma anche sotto lo specifico profilo archeologico, ha invitato a riflettere sulla maternità universale di Gerusalemme per le tre fedi che trovano nell’area la loro culla. Mons. Fumagalli – citando due libri che possono servire come introduzione al prossimo viaggio in Israele (Storia religiosa degli Ebrei di Europa, a cura di Luciano Vaccaro, Centro Ambrosiano, Milano, 2013; P. F. Fumagalli, Roma e Gerusalemme, Mondadori 2007) – ha accennato all’opportunità di contattare fin d’ora i Club di Tel Aviv e Nazareth in vista di sviluppare Service congiunti.
Il presidente ha concluso facendo notare come la serata bene si adatti al tema dell’anno da lui scelto: “L’unione delle diversità è la nostra forza”.
A cura di Mons. Pier Francesco Fumagalli
Incontro di Giovedì 19 Settembre 2013 con Renzo Magosso: "Siria: polveriera del Medioriente"
Il Presidente inizia la conviviale segnalando la scomparsa della sorella di Immo Benewitz, al quale va la solidarietà di tutti i presenti; poi comunica due eventi del club gemellato di Norimberga, in ottobre una visita alla biennale di Venezia e il 23 gennaio un week end sciistico in Austria.
Prosegue ricordando l'ultima riunione con il Governatore e la sua lettera di ringraziamento che è stata allegata allo scorso bollettino.
Infine, aggiorna sul progetto Jankovic; si sta procedendo, quest'anno si vorrebbe completare il laboratorio per gli adolescenti e una raccolta di dati sugli stessi temi.
Importante rispetto alla precedente iniziativa è il coordinamento con altri club, il Rotaract e probabilmente altri club stranieri.
Al termine del pranzo il Presidente concede la parola al socio Renzo Magosso che parla della situazione in Siria.
Il relatore inizia segnalando di dover parlare prima della situazione internazionale legata alla Siria poi della Siria stessa.
La Siria ha 23.000 di abitanti, due milioni di cristiani, è geograficamente vicina al Kurdistan che non è nazione perché divisa tra più stati. Ma con grandissime risorse di petrolio; ed è questo il suo problema ed il motivo base perché nessuno dei paesi in cui la sua popolazione è divisa ne vuole la riunificazione.
L'Irak è ingovernabile, sono presenti circa 40.000 contractors pagati da multinazionali che tengono sotto controllo le fonti di petrolio.
In Libia hanno ucciso Gheddafi e nessuno ora è in grado di controllarla.
In Egitto lui stesso ricorda di non poter tornare in quanto, a seguito di critiche a suo tempo rivolte, è stato messo nella black list.
Il Libano è diviso per bande e in Europa ci sono almeno trentamila famiglie “in sonno”, pagate da amici di Al Qaeda, con, si stima da dati CIA, 2.500 persone pronte al suicidio rituale.
Il tutto senza dimenticare lo sfascio della Grecia e la Turchia diventata campo di battaglia.
Per quanto riguarda la Siria, essa ha 19 componenti che si combattono tra di loro, non solo sciiti e sunniti. Lo stesso Assad non è in grado di controllare le sue truppe sul campo. Si parla poco in Itala di questi reali problemi perché l'editoria non è libera ma influenzabile e controllata da gruppi di potere. Non si parla, ad esempio, della influenza dei possessori di pozzi di petrolio.
Ad esempio, al tempo della caduta del muro di Berlino quando i ceceni hanno tentato di costruire una pipeline che non sarebbe passato dalla Russia, c’è stato l’intervento armato di Mosca per bloccare il progetto, su spinta della mafia russa che controllava il petrolio. La stessa cosa avrebbe dovuto succedere con il Kurdistan, dove si voleva far passare una pipeline che attraverso la Siria sarebbe arrivata fino al Mediterraneo. Hanno fatto i primi trecento chilometri, poi sono intervenuti i gruppi di potere collegati all'Opec e tutto si è fermato.
In Siria oggi esiste il gas nervino, ma ce l'hanno in tanti, si parla di centomila tonnellate. Assad potrà comunicare i suoi depositi, ma non sono tutti quelli presenti in Siria. Sempre il relatore, ricorda poi la strage dei cattolici nella enclave di lingua aramaica.
In Iran hanno iniziato a stoccare l'acqua perché nel futuro il propellente sarà l'Acqua. La Siria è la dimostrazione di come la politica non conti più nulla, quello che conta è la forza della finanza internazionale che attraverso la speculazione borsistica controlla la stessa sopravvivenza del sistema di vita occidentale.
I più potenti uomini di affari hanno deciso di fare una guerra in Siria che costa un miliardo di dollari di spese al giorno. Obama e Putin hanno lo stesso problema, Obama di accontentare le fabbriche di armi americane, Putin le sue.
Perché dopo anni in cui i giornalisti potevano andare con una certa tranquillità nei luoghi di guerra per il loro lavoro ora ciò non è più possibile? Perché le bande tendono a prenderli per avere i rimborsi dei Lloyds che li hanno assicurati. Anche in al Qaeda ci sono problemi di divisione, ma non si sa chi li sta finanziando.
Magosso ricorda, a proposito dei costi di guerra, che i proiettili costano 40 dollari l'uno. In Libia ha visto arrivare un camion che scaricava mitra utilizzati per sparare in aria, dopo di che gli stessi venivano riportati nel camion. Chi pagava questi costi?
In Siria avviene lo stesso, unico elemento di congiunzione delle varie bande è l'odio contro Israele che di fatto è portavoce del mondo occidentale.
Senza Assad questa guerra civile sarebbe ancora più incontrollabile. I combattenti ormai vanno da chi li paga di più, l’ideologia non conta. La battaglia può essere risolta solo da quelli che stanno finanziandola, principalmente i gruppi legati all'Opec.
Ë ridicolo pensare che si possano ammazzare i bambini con i proiettili ma non con il gas.
L’amico Magosso ricorda l'aumento dell'aumento dei prezzi delle granaglie deciso alla borsa di Chicago, dal cui aumento puramente speculativo sono partite le sollevazioni nel medio oriente dove il livello di sopravvivenza è già al minimo, per cui aumenti anche apparentemente modesti determinano la impossibilità di comprare il cibo necessario.
Ci sono componenti internazionali che non vogliono il medio oriente tranquillo. Abbiamo 500 miliardi dati dall'Europa alle banche per salvarle ma che non sono stati rimessi nel circolo per creare lavoro. In sostanza rischiamo che questo malcontento dilaghi anche in Europa.
Gaetano Sardo interviene e domanda se c'è una costante nei rapporti tra l'occidente e le altre nazioni al di la del mare.
C'era un capo accettato dalle potenze occidentali, poi l'occidente ha deciso che questi non andavano più bene, per cui giù Ben Ali, Gheddafi e Mubarak. C'è un filo conduttore?
Renzo Magosso risponde che la logica precisa è la stessa dei Balcani dopo Tito. Si tratta di popolazioni che devono essere tenute sotto tiro perché non abituate alla democrazia e divise da odi etnici e religiosi. Ricorda come in Africa è decuplicato il mondo islamico integralista e così pure nel medio oriente. In Europa abbiamo il 25% in più di popolazione islamica, di cui almeno l'uno per cento crede che il mondo dovrà diventare islamico. Questa gente è pronta a morire per distruggere il mondo occidentale che non vuole diventare musulmano.
Pietro Pizzoni: il centro e sud America potevano essere considerati una asse omogenea per lingua e religione, unificati dalla povertà. La politica americana lo ha sempre considerato il cortile di casa, mandando ambasciatori non esperti che hanno fallito nel loro compito. Ora gli Usa sono espulsi dal Sud America.
Lo stesso si verifica nel medio oriente; ricorda la ambasciatrice Usa che parlando con Saddam Hussein non ha chiarito la posizione Usa verso il Kuwait lasciandogli credere di poter avere via libera. Cade Mubarak. Chi appoggiano ora gli Usa? Morsi è un prodotto delle università americane, come Erdogan in Turchia.
Difficile prendere decisioni, bisogna lasciare andare le cose, ma non intervenire in quei vespai.
Carlo Grandini: fino a quando le riserve di petrolio del medio oriente non saranno esaurite questo continuerà ad essere una polveriera. Il petrolio è il problema, non l'islamismo. Le grandi case automobilistiche stanno preparando la costruzione in serie di auto elettriche per fare a meno del petrolio.
Travelli: gli USA stanno diventando un paese che vuole ridurre la sua dipendenza dal petrolio medio orientale. É entrata nel mercato dell'esportazione del gas. La creazione di aree di equilibrio tra i principali paesi, la Turchia sta rivedendo che il suo ruolo è in medio oriente, Iran ed Egitto devono ricostruire la loro presenza politica nell'area.
Magosso conclude ricordando una frase di Senghor, poeta a presidente del Senegal: “un leader arabo è destinato ad essere ucciso o dai colonialisti o dal proprio paese”.
L’Occidente deve capire che non può decidere come altri paesi vogliono vivere. I paesi produttori di petrolio, con tutti i denari che hanno incassato in questi anni, hanno una disponibilità pari al 70% delle riserve mondiali e vogliono propagandare la loro fede.
Il Presidente rivolge un saluto a Giuseppe Callegari nel frattempo arrivato e chiude ricordando la frase di un giovane filosofo ascoltato ieri sera nel corso di un talk show politico che ha evidenziato come la finanza internazionale sia una forma di nuovo nazismo. Il meccanismo di controllo è analogo, ma ben nascosto, e nessuno lo viene a sapere.
Il consueto tocco di campana pone fine a questa interessante ed attuale conviviale.
A cura di Patrizio Tumietto
Incontro di Giovedì 12 Settembre 2013: Visita del Governatore A.R. 2013 - 2014 Dr. Paolo Zampaglione
Presenti il Governatore Paolo Zampaglione con l’AdG Riccardo di Bari e il segretario Distrettuale Michele Catarinella. La riunione si apre con il saluto al Governatore da parte del presidente Audisio.
Il Governatore ringrazia per l'ospitalità, segnala la anomalia nel suo arrivo subito dopo la pausa estiva, ma ha ritenuto utile anticipare la visita per spiegare gli obiettivi del Distretto.
Le Indicazioni dal Rotary International sono:
“Engage Rotary, Change Lives”
Il motto é già di per sé significativo.
Il Rotary non é solo partecipare alle conviviali ma creare occasioni per rendere dei servizi; i Rotariani sono professionisti che mettono a disposizione il loro tempo nell'interesse della collettività. Per questo motivo vale la proattività dell'azione, la necessità dell'essere coinvolti, del condividere.
A livello internazionale ci sono stati dei tre punti da sviluppare :
A. Membership, il Rotary sta vivendo momenti di crisi ma per zone. In Italia é sceso di mille soci. Pure negli Stati Uniti ha perso soci, mentre nel Far East sono aumentati moltissimo. Nei posti dove le economie sono in crescita aumentano i soci. I problemi dei Club Rotary sono analoghi. Come risolverli? Dobbiamo tenere cari i nostri soci, formarli, informarli, coinvolgerli. Se ho un socio coinvolto é anche coinvolgente perché racconta l'esperienza ai propri amici o conoscenti, dimostrando come i soci siano professionisti che mettono la loro professionalità al servizio della collettività.
B. Costi amministrativi. Abbiamo un costo amministrativo del 4% sul totale delle somme raccolte, tutto il resto va alla collettività. Siamo in grado di fare progetti in tutto il mondo.
C. Poliplus, eradicazione della polio. La Situazione é ancora drammatica; il corno d'Africa ha visto 174 casi di poliomielite, per quanto fosse considerato polio free. La causa é la trasmigrazione dalle nazioni confinanti di persone non vaccinate. Le organizzazioni che si occupano hanno attivato un cordone sanitario per controllare l'espandersi dell'epidemia. In zone endemiche, quali Afganistan, Pakistan e Nigeria, la situazione sta migliorando. In Israele in 13 siti di acque reflue hanno trovato il virus della polio. Israele non è lontana da noi, per cui se la polio arrivasse fino in Italia creerebbe problemi, perché non siamo più vaccinati.
Il Governatore parla poi dei Rotary e delle associazioni collegate e racconta dell'importanza di aprire la filosofia del Rotary alle famiglie; ricorda come molte partecipano alle attività ad esempio alla raccolta alimentare.
Prosegue ricordando che è stato creato un nuovo distretto, il 2041, composto da 36 club a Milano e 17 nella cintura. Si é deciso di non fare divisioni tra i club di Milano e quelli fuori. Fuori Milano i club hanno maggiore esperienza di attività sul territorio e maggiori possibilità di rapporti con le Pubbliche Amministrazioni. Occorre ascoltare i territori, a Milano ad esempio tenendo i rapporti con le circoscrizioni. Dobbiamo andare sul territorio per ascoltare e sviluppare la nostra capacità di realizzare i nostri progetti. Su molti problemi saremo in grado di risolverne alcuni, acquistando anche la fiducia di chi ci ascolta. Dobbiamo cercare di capirci, anche attraverso le contrapposizioni.
Altro punto importante é la condivisione con gli altri Distretti, i Gruppi e i Club. Dobbiamo soprattutto evitare il protagonismo rotariano; il Rotary é un servizio che prevede che i soci si mettano al servizio della collettività, non il contrario.
Dobbiamo rispondere a quattro domande semplici in merito a ciò che penso, dico e faccio:
- Risponde a verità?
- Sarà giusto per tutto gli interessati?
- Promuoverà buona volontà e migliori rapporti di amicizia?
- Sarà vantaggioso per tutti gli interessati?
Il Governatore poi ricorda le tre “ H “ del Rotary, “HEAD”, “HEART” per vincere il pessimismo della regione con l'ottimismo della volontà, “ HANDS”, per mettere le mai sui problemi.
Infine il Governatore esprime la sua approvazione ai service del nostro Club, soprattutto a quello di Monza. Il Presidente Audisio ringrazia il Governatore per il suo intervento.
Segue il pranzo.
Bertolio, colloco quanto hai detto tra i migliori discorsi dei Governatori. Cosa può fare il Rotary per la nostra società? Possiamo essere come Rotary un sostegno ai nostri amministratori? Il Rotary ha dei progetti di sostegno e formazione alle nostre amministrazioni? Anche attraverso una scuola politica che insegni il servizio e come relazionarsi con gli altri.
Il Governatore, risponde che gli farebbe grande piacere discutere tutto il pomeriggio su questi temi. Primo. Rapporto con Il Territorio, ho detto che dobbiamo partire dal basso. Ad esempio in zona 8 ci sono problemi di integrazione che dobbiamo aiutare a risolvere per dimostrare che siamo persone che danno la propria competenza alla collettività. Abbiamo dato un sostegno e dobbiamo collaborare con le strutture c he già se ne occupano. Ho parlato con l'assessore Visconti, che ha proposto un incontro con le associazioni, ad esempio, sportive, che hanno bisogno di supporto amministrativo e fiscale. L'assessore ha chiesto un aiuto, ad esempio, per il verde.
Il Governatore ha discusso anche altri possibili progetti. Fase politica: dobbiamo farlo nel senso di occuparci della polis, senza coinvolgerci con i partiti. Scuola politica di formazione per i giovani: dovremmo raccogliere gIi esempi che stiamo dando in questo momento ed invitare i giovani a vedere come vengono progettate e finalizzate alcune cose.
Il programma nuove generazioni, prevede una azione particolare, mettendo a loro disposizione la nostra esperienza per aiutarli a non riprodurre i nostri errori.
Conclude il Presidente, con un saluto finale, segnalando come si sia tenuto in tasca il Pin con la indicazione di Presidente, perché troppo grosso, mentre ha preferito indossarne uno datogli dal Governatore che porta la scritta Polioplus, perché é rappresentativo di quello che facciamo.
Conclude, sempre il Presidente, ringraziando nuovamente il Governatore per il suo intervento e le sue parole.
A cura di Patrizio Tumietto
mercoledì 7 agosto 2013
Incontro di Giovedì 11 Luglio 2013 : "Conviviale Fuori porta presso il "Memo Restaurant" a Milano
La cena conviviale di quest'anno che precede le vacanze estive si è svolta in un clima particolare e simpatico. Ci siamo ritrovati in un locale inconsueto quale il ristorante "Memo Restaurant" in via Monte Ortigara, 30 a Milano. Si tratta di un vecchio cinema/teatro ristrutturato e riaddattato con funzioni di ristorazione e music club. La formula è quella di un luogo dove trascorrere una serata in compagnia dall’aperitivo al dopocena. Verso le 22.00 gli artisti iniziano l'esibizione rendendo piacevole la serata, secondo un calendario di spettacoli in continua evoluzione. Nel nostro caso, insieme ad una band che ci ha riportato in un'atmosfera americana con un sottofondo blues, un’ottima interprete solista ha "dato voce" a motivi famosi e a tutti noti. Prima dello spettacolo il Presidente, dal palco ha rivolto a tutti i clienti del locale, Rotariani e non, i saluti più cari per un piacevole periodo estivo. Con strette di mano e abbracci i numerosi soci presenti hanno condiviso gli auguri ed i saluti.
A cura del Presidente
martedì 16 luglio 2013
Incontro di Giovedì 4 Luglio 2013 con Massimo Audisio : "Presentazione Programma"
Il Presidente Audisio inizia la riunione con un saluto a tutti gli intervenuti e ricorda l'appuntamento per il prossimo giovedì 11, ultima conviviale estiva che si terrà a Milano al ristorante Memo.
Il Presidente saluta anche la signora Liberati reduce da un lungo infortunio.
In merito al tema dell'anno, il Presidente ricorda una sua conversazione con il precedente Governatore nella quale era stato trattato il tema della diversità, tema che il nuovo Governatore del Distretto 2041, Zampaglione, ha fatto suo e pertanto propone ai soci il motto del “suo” anno rotariano che sarà : “ l'unione delle diversità é la nostra forza”.
In questo senso vuole mantenere questo come il tema dell'anno.
Ricorda la sua squadra: i Consiglieri Vardanega, Cortese, Van der Noot, Bottini e Bocchi, il Tesoriere Viganò, il Prefetto Mori, il Segretario Toldo, il Past Aldo Bottini e l’Incoming Tumietto.
Uno dei problemi che il club deve affrontare é quello degli iscritti che negli ultimi anni sono drasticamente calati da circa ottanta a cinquanta: la partecipazione – aggiunge - di per sé non fa la differenza ma trovarci in pochi demoralizza. Dobbiamo fare qualcosa per portare nuovi soci e quindi nuova linfa al club.
Il presidente comunica che vorrebbe indire due assemblee una delle quali a ottobre per una discussione aperta sui vari temi di interesse del club.
Il presidente sottopone due richieste a tutti soci, chiedendo a titolo di cortesia che ciascuno dei soci venisse una volta con un ospite.
I senior dovrebbero a loro volta cercare di portare il proprio genero o la propria nuora e cercare di creare così un volano per aspiranti soci. Soffermandosi sui servizi, il Presidente elenca quelli da mantenere:
A. Quelli tradizionali, borse di studio, Special Olimpics ecc.
B. La fase 2 dell’”ambulatorio dei guariti”, con il dr. Jankovic e la collaborazione con la Biblioteca Ambrosiana per la digitalizzazione di un libro.
I nostri amici di Norimberga hanno già stanziato 5mila euro e altri 4mila arriveranno dal Distretto tedesco.
Per la biblioteca Ambrosiana dovremmo cercare di sviluppare la digitalizzazione anche con interventi di terzi.
Un sogno nel cassetto riguarda un aiuto agli imprenditori in difficoltà, in sintonia con progetto Virgilio. Certo, è necessario individuare cosa offrire e a chi.
Un altro desiderio sarebbe che si concretizzasse un viaggio a Gerusalemme guidato da mons. Fumagalli, di difficile attuazione, però, prima della Pasqua 2014.
Conviviali: anche se pochi soci le frequentano – e oggi ne è la riprova – Audisio crede fermamente nel loro significato per il fatto stesso che esistono. Ben venga poi il valore aggiunto dato dall’apporto dei soci e dei relatori esterni; insomma un “colpo di reni” che renda più stimolante la partecipazione dei soci ai nostri incontri. Certamente incentivando gli interclub come, peraltro, è stato fatto sotto la guida del past Aldo Bottini.
Sempre nelle conviviali l’intenzione è di chiedere, a turno, ai responsabili delle commissioni di relazionare i soci su quanto si sta facendo.
Non si fa abbastanza per coinvolgere le nuove generazioni, è necessaria più attenzione nei confronti dei giovani. Il Rotaract deve e può dare di più.
Ai soci: Audisio ringrazia anticipatamente dell’aiuto e del sostegno che vorranno dare, dei suggerimenti e delle proposte. C’è bisogno di ciascun socio per procedere nel mandato.
Gli interventi dei soci Reschigna Venturini, Magosso e Sardo, hanno posto fine alla prima conviviale del nuovo Presidente.
A cura di Patrizio Tumietto
venerdì 5 luglio 2013
Incontro di Giovedì 27 Giugno 2013 : "Passaggio delle Consegne tra Presidente uscente e Presidente entrante Aldo Bottini / Massimo Audisio
Nella splendida cornice del Westin Palace si è tenuta la cerimonia del passaggio delle consegne tra il Presidente in carica per l'A.R. 2012-2013 Aldo Bottini e l'incoming Massimo Audisio.
Il Presidente Bottini non è riuscito a nascondere l'amarezza per la conclusione dell'esperienza presidenziale che, come egli stesso ha detto, considera molto ricca e soddisfacente.
Anzitutto egli ha consegnato due Paul Harris a Roberto Vardanega e a Fabio Toldo per il particolare impegno da essi profuso all'interno del nostro Club.
Quanto a Roberto Vardanega : « Per un anno di lavoro intenso e di grande qualità dedicato al nostro club. Per una presidenza svolta all'insegna dell'informazione e della condivisione con moltissimi spunti di originalità. Per aver promosso, seguito e portato a termine interessanti service del club aiutando persone bisognose e promuovendo il mondo della cultura.»
Per quanto riguarda invece Fabio Toldo: « Per essere un riferimento costante del club, un sostegno operativo indispensabile del consiglio direttivo per la promozione delle attività ordinarie e quelle dei service. Per svolgere t utto questo lavoro con spirito positivo ed atteggiamento amichevole e disinteressato nella migliore interpretazione del più alto spirito rotariano. Questa Paul Harris è solo l'emblema di un riconoscimento più grande e cosistente che tutto il club sicuramente gli deve.»
È quindi intervenuta Anna Maria Arpinati per ringraziare il Club per il rinnovato sostegno all'iniziativa Special Olympics.
Il Presidente Bottini ha quindi sinteticamente ripercorso le attività svolte nell'anno della sua presidenza facendo particolare riferimento a quei progetti quali la digitalizzazione dei volumi custoditi presso la Biblioteca Ambrosiana e l’Ambulatorio dei Guariti che rappresentano progetti di durata iniziati sotto la presidenza di Roberto Vardanega e destinati ad essere mantenuti anche sotto la presidenza di Massimo Audisio.
Ha quindi ringraziato ripetutamente il Club e tutti i soci per il supporto ricevuto e per la fiducia che è stata in lui riposta.
Si è quindi svolto il rituale passaggio delle consegne, con lo scambio del collare che Aldo Bottini ha a "malincuore" passato a Massimo Audisio; ha quindi preso la parola il nuovo Presidente per ringraziare il Club e per chiedere a ciascuno dei Soci un coinvolgimento ed un impegno in prima persona per il perseguimento degli obbiettivi del prossimo anno.
Ha quindi dato appuntamento a tutti il prossimo giovedì 4 luglio per la presentazione del programma annuale.
Il Presidente Audisio ha però voluto ricordare i componenti della "sua squadra", vale dire, i componenti del nuovo Consiglio Direttivo.
Oltre ad Aldo Bottini, quale Presidente uscente, il Prefetto Pietro Mori ed il Segretario Fabio Toldo :
- Dino Betti Van der Noot Presidente della Commissione Immagine;
- Giovanni Bottini Presidente della Commissione Rotary Foundation;
- Roberto Vardanega Presidente della Commissione Progetti;
- Stefano Viganò Tesoriere;
- Tiziano Bocchi Presidente della Commissione Effettivo;
- Laila Cortese Presidente della Commissione Giovani;
e da ultimo Patrizia, da sempre supporto insostituibile per il Club.
Omar Liberati, personalmente ed a nome del Club, ha quindi donato ad Aldo Bottini la medaglia raffigurante Paul Harris a ricordo dell’anno passato in carica quale Presidente, seguito da un forte applauso da parte di tutti i presenti.
La serata si è poi conclusa con alcune domande rivolte a Monsignor Fumagalli circa la nuova linea tracciata dal Pontefice Francesco.
Il tocco della campana, questa volta a mani congiunte dei due Presidenti, ha posto fine alla serata.
A cura di Massimo Audisio
Incontro di Giovedì 20 Giugno 2013 con il Presidente, Ing. Aldo Bottini : "Consuntivo del Presidente"
In attesa del passaggio delle consegne, che avverrà giovedì sera all’hotel Westin Palace, è tempo di bilanci.
L’anno rotariano che si sta concludendo è stato analizzato, giovedì scorso, dal nostro Presidente Aldo Bottini che lo ha guidato con impegno e dedizione, compatibilmente, ha ricordato, con la pressante attività professionale, definendosi “un presidente traghettatore tra la presidenza Vardanega e quella di Audisio” nella speranza di aver condotto il club nel solco di quella tradizione che i soci si aspettavano.
Dispiaciuto che l’anno sia terminato?
Sì, ha ammesso, non nascondendo che un altro anno lo rifarebbe proprio.
Esaminando gli aspetti dei servizi e dei progetti che hanno caratterizzato il “suo anno”, Bottini ha tracciato un bilancio di soddisfazione, nonostante qualche delusione riscontrata in progetti e contatti non sempre positivi.
E’ il caso del Gruppo 1 i cui appuntamenti mensili del lunedì non sono stati, a suo giudizio, così significativi e forieri di progetti di gruppo da realizzare e portare avanti insieme agli altri club facenti parte; così come andrebbe dato smalto all’iniziativa borse di studio Aldo Spirito per il Turismo.
Sono stati portati avanti i servizi classici del club – ha detto – tra i quali Cam, Special Olympics, Osf – e quelli più impegnativi e appaganti : il potenziamento strutturale dell’”Ambulatorio dei guariti” in collaborazione con l’ospedale San Gerardo che sarà condotto anche dal prossimo presidente, così come continuerà il service dedicato alla digitalizzazione di un’opera custodita nella Biblioteca Ambrosiana, una traccia nella cultura milanese.
Accennando all’aspetto economico il Presidente ha sottolineato che “il tesoretto” è rimasto tutto sommato integro (rispetto allo scorso anno quando ha assunto la guida del club) nonostante la perdita di qualche quota dovuta alle dimissioni di alcuni soci ed ai costi sostenuti in occasione della visita degli amici tedeschi.
In termini economici il Nord Ovest è comunque un club virtuoso.
L’auspicio è che ciascun socio si impegni a portarne di nuovi, magari attingendo dalle fila dei giovani sui quali, ha ricordato, è necessario investire, ponendo nei loro confronti attenzione e coinvolgendoli nelle nostre iniziative.
Il tocco della campana ha concluso la conviviale.
A cura di Fabio Toldo
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